Quel pomeriggio Balto aveva appuntamento con il leader Max e lo stava aspettando sul limitare della foresta, all’ombra di un cipresso sul suo cavallo nero.
È lì che lo vide Max mentre si avvicinava alla foresta, anche lui a cavallo.
«Ehi, Max!»
«Ciao Balto, andiamo allora?»
«Andiamo!»
E i due si incamminarono nella foresta seguendo il sentiero.
«Si mangia bene alla locanda, vero Balto?»
«Qualunque cosa è migliore del cibo del deserto.»
«Ma non puoi certo dire che si mangia male…»
«Non posso fare molti paragoni, comunque ho mangiato bene! Piuttosto parlami del posto dove vuoi portarmi.»
«Beh, vedi, nel fitto della foresta c’è uno spiazzo abbastanza grande dove si può costruire un campo. È abbastanza lontano dal sentiero e gli alberi intorno sono grandi e fitti.»
«Sembra perfetto…»
«Senti, Balto, per quanto riguarda gli altri ribelli… tu pensi che debba avvisare il villaggio che verranno?»
«Non so, non abbiamo idea della rete di spie di Duncan visto che siamo stati via tutto questo tempo…»
«Comunque non credo sia pericoloso se non diciamo il motivo.»
«Ci penserò, Max. Ma tu non annunciare niente se non te lo dico io.»
«Daccordo… Ora seguimi.»
Max uscì dal sentiero verso destra e Balto lo seguì.
Man mano che i due proseguivano, gli alberi si facevano sempre più fitti e i loro tronchi sempre più grossi, finché non arrivarono ad uno spiazzo pieno d’erba circondato dagli alberi e, per un lato, da una montagna.
La parete rocciosa mostrava l’ingresso ad una vasta grotta.
«Direi che è perfetto…» disse Balto proseguendo verso la grotta dopo che Max si era fermato appena arrivato nello spiazzo.
«Interessante…» aggiunse Balto, soffermandosi sulla soglia della grotta.
«Quella grotta non porta da nessuna parte, è solo un buco nella montagna» gli disse Max, scendendo da cavallo. «Ma è fredda, ti faccio vedere…» e si diresse nella grotta.
Anche Balto scese da cavallo ed entrò insieme a Max.
«Vedi, Balto? Sulle pareti è umido. Tutte le grotte di questa montagna sono così. Se la vegetazione fuori è molta qui può crescere del muschio. Ma in questa grotta non ce n’è, perché gli alberi sono lontani dall’ingresso.»
«Benissimo, è tutto perfetto. Grazie, Max.»
«Fa piacere aiutare gli amici!»
«Ok, torniamo indietro e vediamo se mi ricordo la strada…»
E i due salirono sui loro cavalli e iniziarono il viaggio di ritorno, Balto in testa.
***
Intanto Lothar e samir erano nella loro grotta.
Avevano appena finito un combattimento all’ultimo sangue (Samir aveva vinto), ed erano seduti vicino all’ingresso nascosto dai salici.
Ad un tratto cominciarono a sentire dei cavalli che passeggiavano sul sentiero, e iniziarono a tendere le orecchie per capire chi c’era.
Sentirono le loro voci, una profonda e grave, l’altra era senza dubbio quella dell’anziano leader di Tagor.
«Che cosa ci fa il leader Max nella foresta?» si chiese Lothar, sottovoce.
«Saranno anche affari suoi…» rispose Samir.
«…e quindi, se proprio vuoi annunciarlo devo decidere ciò che puoi e non puoi dire.» disse la voce bassa.
«Tanti nel villaggio conoscono i ribelli, quando verranno lo capiranno, e quindi posso dire che sono loro.»
«Forse sarebbe meglio di no, per evitare eventuali attentati…»
«Cosa?» disse Lothar, «Torneranno i ribelli, torneranno anche mio padre e mio nonno!»
«Aspetta, Lothar, cerchiamo di scoprire quando verranno!»
«…Max, in una settimana noi potremmo anche progettare la distruzione di Tagor, quindi fidati di me e di’ solo che si tratta di forestieri.»
«E per quanto riguarda la pulizia della foresta?»
«Quella è una cosa che non devi proprio dire. Il campo che mi hai trovato nel fitto della foresta è un buon punto di partenza per la pulizia, e nessuno deve venire a saperlo.»
«Va bene, e…» e la voce divenne via via più lontana e i due non riuscirono a sentire più niente.
«Torneranno! Mio padre e mio nonno! Non li vedo da sette anni!» disse Lothar.
«I ribelli saranno qui! Le ultime guardie fedeli al vecchio re Darvish! Mio padre ce ne ha parlato, ricordi? È fantastico! Dei veri guerrieri!»
«Tra una settimana! Dobbiamo dirlo a casa!»
«Aspetta, quel tipo ha detto che deve essere un segreto…»
«Basta dire di non raccontarlo in giro… In fondo mia madre deve saperlo! E non credo che farà un attentato…»
«Lothar, secondo te cosa voleva dire quell’uomo con “pulizia della foresta”?»
«Non lo so… potremmo cercare quel campo di cui parlava e spiarli!»
«Dai, andiamo a casa, ormai loro devono essere già a Tagor.» disse Samir, dopo essersi alzato e aver scostato alcune fronde dei salici per spiare sul sentiero.
«Va bene!» rispose Lothar, alzandosi velocemente e uscendo dalla grotta prima dell’amico.
I due quindi iniziarono a tornare al villaggio chiacchierando sulle novità e su come raccontarle a casa, sotto un sole diverso dal solito, che riscaldava l’ambiente nonostante dovesse tramontare circa un’ora dopo.



6 aprile 2009 alle 6:07 PM
ciao darth, sono msx11 e ho letto la tua storia.
ma se scrivi così perchè non scivi qualcosa anche nel topic di ss2?
la storia che stai scrivendo è un po’ lenta, nel senso che fai tante descrizioni ma arrivi alla derscrizione, al nocciolo della storia stessa molto lentamente. è una mia opinione. per il resto la narrazione è buona e l’italiano funziona bene.brafo!
6 aprile 2009 alle 8:19 PM
Grazie, msx!
Ho bisogno di alcune descrizioni perché contengono informazioni che serviranno in futuro, ma terrò a mente quello che hai detto e cercherò di evitare cose inutili.
Visto che la pensi così, ti consiglio di non leggere Eragon, Eldest e Brisingr!